Ristorante a Reana del Rojale – Udine

Gabin Gusto Esclamativo! | 2017
Vista interna ampia del ristorante Gabin Gusto Esclamativo! con tavoli, quinte metalliche e illuminazione sospesa in un ex capannone industriale.

Gabin Gusto Esclamativo! nasce nel 2017 a Reana del Rojale dalla trasformazione di un capannone industriale in un ristorante contemporaneo capace di rendere leggibile, fin dall’ingresso, la cultura del fare che lo sostiene. Il progetto non si limita a riempire un involucro esistente, ma ne ridefinisce misura, sequenza e senso, convertendo un grande volume produttivo in uno spazio di relazione, preparazione e racconto.

Vista prospettica della sala ristorante con diverse tipologie di tavoli e partizioni verticali che organizzano lo spazio.

Il progetto prende avvio dall’incontro con lo chef Andrea Gabin e dalla volontà di tradurre in spazio la sua attitudine alla ricerca. Prima della cucina viene la persona; prima del menu, il metodo. Per questo cucina e laboratorio non vengono trattati come retrobottega, ma come fulcro operativo e simbolico del locale: spazi aperti, esposti, luminosi, in cui la preparazione del cibo diventa parte integrante dell’esperienza.

 

Da questa scelta nasce un interno che costruisce relazioni. Mette in dialogo chi lavora e chi osserva, chi cerca una sosta rapida e chi sceglie una permanenza più lenta, convivialità e intimità, precisione operativa e piacere dei sensi. Il pasto non è inteso come semplice consumo, ma come rito contemporaneo a cui lo spazio offre una forma coerente.

Strategy

La strategia distributiva affronta un nodo tipico dell’adaptive reuse: dare ordine a un grande contenitore senza irrigidirlo. Il progetto risponde attraverso un doppio principio — flessibilità e rigore — affidando alla griglia verticale il compito di articolare lo spazio. Quinte metalliche, pannelli grafici e inserti vegetali costruiscono una trama capace di orientare i percorsi, misurare le distanze, creare soglie e generare micro-universi all’interno di un’unica grande sala.

Su questo impianto si dispongono scenari diversi ma coordinati: il convivio centrale con tavoli lunghi, le isole per le famiglie, i moduli per due lungo le pareti, le mono-postazioni al bancone per soste rapide, una zona lounge dedicata alla pausa. La varietà non disperde l’identità del luogo; la rafforza, perché nasce da una regola comune.

Design

La qualità del progetto nasce dal controllo simultaneo di atmosfera e prestazione. I pannelli Snowsound di Caimi Brevetti contribuiscono all’equilibrio acustico di un ambiente ampio e intensamente frequentato; le lampade Tour di Linea Light costruiscono una scena luminosa capace di accompagnare i ritmi del locale; la cucina Zanussi Professional sostiene l’efficienza del servizio; le Overdyed chair di Diesel per Moroso, personalizzate per il progetto, introducono un segno riconoscibile, resistente e materico.

Impianti, domotica e componenti tecniche non vengono nascosti in modo mimetico, ma assunti come parte del linguaggio dell’interno. Il carattere industriale originario resta leggibile, ma viene disciplinato da una regia attenta alle proporzioni, al comfort, alla durata e alla qualità percepita.

Results

Il risultato è un ristorante-laboratorio in cui la scala del capannone viene ricondotta a una dimensione ospitale senza perdere energia. Lo spazio lavora insieme alla cucina: organizza i flussi, rende visibile la produzione, costruisce identità e affida alla continuità fra materia, luce e layout una precisa idea di qualità.

Nel 2018 il progetto è stato inserito nella selezione “BEST ITALIAN INTERIOR DESIGN SELECTION”, curata da Platform. Un riconoscimento coerente con la natura del lavoro: non un semplice intervento decorativo, ma la trasformazione di un contenitore anonimo in un luogo memorabile, operativo e riconoscibile.

Key Round configurazio e base