Nel 2015 ho sviluppato un concept di autobus urbano fondato su una scelta tecnica precisa: spostare il gruppo motore lateralmente, a fianco del conducente. Questa configurazione non è un dettaglio impiantistico, ma un atto progettuale che ridefinisce gerarchie e flussi: semplifica la manutenzione, consente di isolare la cabina di guida e libera il volume posteriore per trasformarlo in una grande superficie vetrata. Il risultato è un mezzo che non si limita a trasportare: mette la città in scena, facendo del percorso un’esperienza percettiva continua.
Vista su asse urbano contemporaneo: proporzioni compatte, superfici continue e vetrature estese per un’immagine coerente con la nuova mobilità cittadina.
Vista posteriore: la liberazione del volume in coda consente di immaginare un fondale come grande finestra a tutta altezza sulla città.