Archimede

Il progetto nasce da un’esigenza precisa: ricostruire un margine urbano e restituire continuità a un fronte strada interrotto. L’intervento lavora per sottrazione e misura, trasformando l’accesso in una soglia chiara e riconoscibile: un grande portone, parte integrante della facciata, introduce allo spazio retrostante e alla nuova vita dell’isolato.

Sul fronte strada si definisce un nuovo volume abitativo di carattere rigoroso, ottenuto sfruttando la volumetria disponibile. La composizione è calibrata su pieni e vuoti, su rapporti orizzontali e verticali che rendono la presenza contemporanea discreta, ma inequivocabile. Al livello inferiore, il portone si apre verso il nuovo parcheggio interrato, risolvendo con ordine la componente funzionale dell’accessibilità.

Corte interna riprogettata con verde in vasca e percorsi pedonali a servizio della villa urbana.
Terrazza e spazio esterno con vasche verdi: percorsi e pause per valorizzare l’intera struttura.

All’interno, la volumetria dell’ex officina viene reinterpretata come villa urbana: un organismo domestico generoso, capace di accogliere luce e profondità senza perdere il senso della struttura originaria. La corte diventa il vero dispositivo spaziale del progetto: riprogettata come sequenza di percorsi e piccole pause, mette in relazione i diversi ambienti e valorizza l’intero complesso.

Dettaglio della corte: vasche in calcestruzzo e legno, scala e sequenza di soglie tra interno ed esterno.
Corte interna riprogettata con verde in vasca e percorsi pedonali a servizio della villa urbana.

Un ulteriore livello di uso si innesta nel sottosuolo: uno spazio interrato, recuperato e reso abitabile in tipologia loft, è raggiungibile tramite una piccola scalinata. È un ambiente più raccolto, pensato per attività complementari e per ampliare la flessibilità d’uso dell’abitazione.